Irene Kolar si presenta

Un altro nome nuovo in casa Azzurra: playmaker, classe 2000, Irene Kolar vive a pieno il basket in ogni sua sfaccettatura. In foresteria troverà Nena Chrysanthidou con cui ha giocato alla Bull Basket Latina. Un altro tassello del puzzle della Azzurra Orvieto, una nuova conferma che il progetto giovani prosegue a gonfie vele.

Ciao Irene, emozionata per la nuova sfida?
Ciao! L’emozione c’è, come c’è sempre all’alba di una nuova stagione, ma stavolta si fa sentire più del solito. Sicuramente mi trovo di fronte un’esperienza diversa dagli anni precedenti che dovrò cercare di sfruttare al meglio, con tutti i presupposti per far bene. Non vedo l’ora di affrontare questa sfida, con impegno e passione, a fianco della società Cestistica Azzurra Orvieto che ringrazio per l’opportunità offertami .

A Orvieto ti aspetta Nena Chrysanthidou. Si creerà un bel gruppo direi…
Il fatto di iniziare questa nuova avventura insieme a ragazze che conosco e con cui ho già giocato sicuramente è molto importante, in particolare con loro, con cui ho condiviso tante esperienze e mi sono sempre trovata bene. Spero che anche grazie a questo si riesca a creare un gruppo unito che possa crescere e togliersi delle soddisfazioni. Durante l’anno ci saranno anche momenti di difficoltà e aiutarsi tra compagne sarà fondamentale per tutte.

Uno dei punti fermi della Azzurra Orvieto è di fare gli allenamenti con un unico gruppo, giovanili e prima squadra. Ti piace?
Con la Bull basket Latina ho trascorso due anni in cui le giovani sono state il punto centrale del lavoro, io come le altre mi sono sempre sentita sostenuta e devo ringraziarli per questo. Puntare su un gruppo giovane da una parte può essere un azzardo, ma penso sia il percorso più soddisfacente. È una sfida per tutti, un modo per mettersi in gioco e crescere.
Cercherò in ogni allenamento di superare i miei limiti e di rispondere nel modo migliore alle richieste del progetto cestistico della società e degli allenatori che sono sicura mi possano trasmettere molto, non soltanto tecnicamente.

In bocca al lupo Irene!